- Un vecchio ciclostile -

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Poesia controrivoluzionaria. I giovani che sognavano la rivoluzione... si son dati al ballo liscio. Buona lettura.
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Testo: - Un vecchio ciclostile -
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Un vecchio ciclostile

Tre operai e due contadini
di un paese nella bassa,
sognatori incalliti
di rivolte popolari
capaci di cambiare
il modello sociale,
ogni venerdì sera
nella sede scalcinata
del circolo proletario
girando la manovella
con spirito carbonaro
mettevano in movimento
un vecchio ciclostile,
che ringraziando collaborava
sputando a profusione
volantini di protesta e rivendicazione.

La macchina da stampa
sferragliando imprimeva
su fogli ingialliti
caratteri sbiaditi
come il libero pensiero
dei baldi giovinotti,
l’odore acre di fumo
d’inchiostro e sudore
esaltava il profumo
della rivoluzione,
un drappo rosso impreziosito
dall’icona del “Che”
appeso al muro ammuffito
trasmetteva ardore
voglia di spaccare
desiderio d’agire.

In quegli anni difficili
animati da scontri sociali
attentati terroristici
e rigurgiti rivoluzionari
bastò una frase ambigua
sui volantini stampati
e in piccola serie sputati
dal rivoluzionario, cigolante
vecchio e bolso ciclostile
a far passare ai nostri eroi
un brutto quarto d’ora;
tre giorni e quattro notti
passati in gattabuia
spensero per sempre
il rivoluzionario ardore.

Il vecchio ciclostile
triste e solo ora riposa
dietro la porta sbarrata
della sede scalcinata,
i rivoluzionari abortiti
hanno mutato gli obiettivi,
ora ogni sacro venerdì
s’incontrano al “Lido Po”
per la serata del liscio
e piroettando sulla pista
tra una polka e una mazurca
si lasciano alle spalle
Carlo Marx e il capitale
la voglia di spaccare
e il desiderio di cambiare.




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